PREVENIRE LA PEDOFILIA

PREVENIRE LA PEDOFILIA

TICINO WELCOME / DIC 2019 - FEB 2020

Come nasce l’idea di costituire l’associazione io-NO!?

«L’idea è nata da una semplice riflessione: in Ticino ci sono diversi enti che lavorano nell’ambito della prevenzione degli abusi sessuali sui minori; si occupano di sostenere le vittime, cosa assolutamente di grande importanza, ma non c’era ancora nessuno che si rivolgesse alle persone che sentono un’attrazione sessuale verso i bambini.

Per poter fare prevenzione a tutti gli effetti è basilare lavorare anche a monte, vale a dire con le persone che potrebbero compiere un abuso.

Il nostro scopo è di contribuire a evitare il primo passaggio all’atto».

A chi si indirizza dunque l’associazione io-NO!?

Ci rivolgiamo a persone, adulti o adolescenti, uomini e donne, che sentono di avere questo tipo di pulsioni, ma non sanno con chi parlarne.
Persone che stanno male, che vorrebbero non provare questi sentimenti e che temono di non riuscire a trattenersi.

Lo scopo è proprio questo, aiutarli quando si è ancora in tempo evitando il primo passaggio all’atto.

L’associazione io-NO! si ispira a quanto messo in campo da ‘DIS NO’, attiva in Svizzera francese da cinque anni e con la quale collaboriamo».

Con quali modalità si svolge il vostro intervento?

«Le persone per ora ci possono contattare via email, ma è nostra intenzione attivare a breve una linea telefonica. Le prestazioni sono gratuite e fornite da personale qualificato il quale ascolterà senza giudicare e cercherà di capire quali sono i bisogni e le aspettative di chi ci contatta.

Siamo inoltre a disposizione per rispondere a domande sulla sessualità e sulla pedofilia, il tutto garantito sia dal segreto professionale che dall’anonimato.

Chiedere aiuto può essere infatti molto difficile visto che il tema è delicato e tabù e avere paura è più che legittimo. Colgo l’occasione per sottolineare un aspetto importante: avere dei fantasmi non è di per sé punibile dalla legge, ma ognuno è responsabile delle proprie azioni.

Il consumo di pedopornografia per esempio è un tema delicato che non va sottovalutato.
Spesso le persone che fanno uso di questo materiale non sono coscienti che dietro a quelle immagini e a quei video si nascondono bambini che hanno subito quegli abusi. io-NO! si occupa anche di questo aspetto e tengo a sottolineare che non abbiamo l’obbligo di denunciare violazioni di questo tipo. io-NO! si impegna ad accompagnare le persone che desiderano trovare sostegno/aiuto per smettere di fruire materiale pedopornografico».

Siete operativi da poco tempo, ma è già possibile avere un riscontro alla vostra iniziativa?

«Nonostante tutto quello che gira attorno a questo tema non esorta le persone a parlarne apertamente siamo già stati contatti.

Dalla Romandia ci hanno inoltre detto di aver ricevuto delle telefonate dal Ticino di persone che non sapevano a chi rivolgersi qui da noi.

Questo a conferma della necessità di un servizio come il nostro che ci auguriamo possa avere al più presto il pieno riconoscimento e sostegno anche da parte delle autorità cantonali competenti.

Molte persone sono preoccupate dalla loro attrazione sessuale o dalle loro pulsioni verso i bambini e la loro situazione merita di essere accolta e considerata».

Essere attratto sessualmente dai bambini significa necessariamente essere pedofilo?


«Bisogna prestare attenzione a non cadere nelle generalizzazioni dal momento che non tutte le persone che abusano di bambini sono considerati
pedofili nel senso clinico del termine.
Ci possono infatti essere altre tipologie di perversione non classificate come pedofilia.

Spesso gli abusatori hanno alle spalle un passato difficile che non giustifica, ma può spiegare l’insorgenza di determinate dinamiche.
Per questo è importante parlarne e non rimanere soli.

Prendere contatto con un’associazione come io-NO! consente di fare il punto della situazione per capire come gestire al meglio i passi successivi e per prevenire comportamenti e abusi nei confronti dei minori».